Emorroidi: quando basta la visita e quando serve il chirurgo
Sangue quando vai di corpo, bruciore, prurito, un dolore che non ti fa sedere? Come si riconoscono le emorroidi, cosa succede in visita e quando si valuta un intervento.
19 ottobre 2026 · Centro Polispecialistico Cancelliera

Un po’ di sangue sulla carta igienica, un bruciore che non passa, la sensazione di avere «qualcosa» che fa male quando ti siedi. Sono i disturbi delle emorroidi, e riguardano molte più persone di quante ne parlino: la vergogna fa rimandare la visita per mesi, a volte per anni. Eppure nella maggior parte dei casi la soluzione è più semplice di quanto si immagini, e quasi mai richiede il ricovero.
Cosa sono le emorroidi, in parole semplici
Le emorroidi non sono una malattia che «arriva»: ognuno di noi ha dei piccoli cuscinetti di tessuto ricchi di vasi sanguigni nel canale anale, che aiutano a chiudere bene l’ano. Il problema nasce quando questi cuscinetti si gonfiano, si infiammano o scivolano verso il basso. Allora si parla di malattia emorroidaria.
Le cause più comuni sono le stesse da sempre: stitichezza e sforzo nell’evacuare, ore passate seduti (in bagno con il telefono, o davanti a un computer), gravidanza e parto, una dieta povera di fibre. Una predisposizione familiare c’entra spesso.
I sintomi: come capire se sono emorroidi
Sangue rosso vivo sulla carta o nel water dopo essere andati di corpo, di solito senza dolore
Bruciore e prurito intorno all’ano
la sensazione di una pallina che esce durante lo sforzo e poi rientra, o che bisogna rimettere dentro con un dito
un fastidio, un peso, la sensazione di non aver svuotato del tutto
un dolore forte e improvviso, con un nodulo duro e bluastro: può essere una trombosi emorroidaria
Attenzione: anche altri disturbi danno sintomi simili. La ragade anale, un piccolo taglio, fa bruciare in modo acuto durante e dopo l’evacuazione. Un ascesso o una fistola danno dolore pulsante e a volte febbre. Per questo non conviene fare diagnosi da soli.
Perché non vale la pena aspettare
Il sangue nelle feci ha quasi sempre una causa banale come le emorroidi. Ma «quasi sempre» non basta: lo stesso sintomo può venire da polipi o da altre malattie dell’intestino, che si riconoscono bene quando sono all’inizio. Una visita sposta il discorso dal «forse» al «so cos’è».
Cosa succede in una visita proctologica
Molti rimandano per paura di quello che li aspetta. In realtà la visita è breve, si fa in un ambulatorio e il medico la conduce con discrezione. Si parte dalle domande: da quando c’è il disturbo, com’è l’intestino, se c’è sangue, se ci sono casi in famiglia. Poi l’esame obiettivo, cioè l’osservazione della zona e l’esplorazione, e quando serve un’anoscopia: un piccolo strumento tubolare, sottile, che permette di vedere direttamente il canale anale. È fastidiosa più che dolorosa, e dura pochi minuti.
Non occorre prepararsi in modo particolare: basta una normale igiene e, se hai già fatto esami o colonscopie, portarne i referti.
Quando basta la terapia, quando serve di più
La scelta dipende da quanto sono avanzate le emorroidi. In modo semplificato:
Nelle fasi iniziali
Di solito si interviene sulle cause: più fibre e acqua, abitudini in bagno (niente sforzo, niente lunghe permanenze), e un trattamento locale o per bocca scelto dal medico per spegnere l’infiammazione. Molte persone, in questa fase, stanno bene senza altro.
Quando il disturbo si ripete o le emorroidi scendono
Se i sintomi tornano nonostante le cure, o se le emorroidi escono e non rientrano da sole, si valutano trattamenti ambulatoriali. Tra questi c’è la legatura elastica, che si esegue in ambulatorio, senza anestesia generale e senza ricovero: un piccolo anello elastico blocca l’afflusso di sangue alla parte in eccesso, che col tempo si ritira. Non è adatta a tutti i casi, ed è il medico a dire se lo è nel tuo.
Quando serve il chirurgo
L’intervento si prende in considerazione quando le emorroidi sono molto voluminose, restano fuori in modo stabile, sanguinano ripetutamente o non hanno risposto agli altri trattamenti. Esistono tecniche diverse e la scelta si fa caso per caso. Anche qui, la decisione non è mai solo «operare o no»: è un percorso di gradini, e molto spesso se ne scende qualcuno senza arrivare in sala operatoria.
Cosa puoi fare da subito
mangia più fibre: verdura, legumi, frutta, cereali integrali
bevi regolarmente durante la giornata
non restare seduto in bagno oltre lo stretto necessario e non spingere
muoviti: una camminata al giorno aiuta l’intestino
cura l’igiene con acqua e detergenti delicati, evitando salviette profumate
Sono accorgimenti che aiutano, ma non sostituiscono la visita se i sintomi durano.
Le emorroidi possono tornare?
Sì, possono. Il trattamento tratta le emorroidi che ci sono, ma non cambia le abitudini che le hanno fatte gonfiare: se la stitichezza resta, se si continua a stare seduti a lungo e a spingere, il problema può ripresentarsi. Per questo il medico, oltre a scegliere la cura, ti dice cosa modificare nella vita di tutti i giorni. Chi segue questi accorgimenti, di solito, ha meno ricadute e disturbi più lievi quando tornano.
Quando rivolgersi al medico
Prenota una visita se il sangue compare più di una volta, se il bruciore o il fastidio durano oltre una o due settimane, se senti una pallina che esce, se hai cambiato le abitudini dell’intestino senza una ragione. È un controllo da fare anche se «tanto sono le solite emorroidi», soprattutto dopo i cinquant’anni.
Non aspettare se il sanguinamento è abbondante, se il dolore è forte e improvviso, se hai febbre insieme a un dolore pulsante vicino all’ano, o se perdi sangue e ti senti debole, pallido, con la testa che gira. Se abiti ad Albano Laziale o nei Castelli Romani, la visita proctologica è un appuntamento di pochi minuti, e per la maggior parte delle persone è meno pesante di quanto temevano. Molti dicono la stessa cosa dopo: «dovevo venire prima». Per un quadro più ampio degli altri disturbi che si trattano nello stesso ambulatorio, trovi la pagina della proctologia.

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