Unghia incarnita: cosa fare e cosa non fare a casa
L’unghia si infila nella carne, l’alluce è rosso, gonfio e fa male nella scarpa? Come riconoscerla, cosa evitare di fare da soli e quando andare dal podologo.
22 ottobre 2026 · Centro Polispecialistico Cancelliera

Cominci con una fitta all’alluce quando metti la scarpa. Dopo qualche giorno il lato dell’unghia è rosso, gonfio e caldo, e camminare diventa un problema. È l’unghia incarnita (si dice anche «onicocriptosi»): il bordo dell’unghia si spinge nella pelle intorno e la ferisce. Succede a tutte le età, e il rimedio fatto in casa è proprio ciò che, molto spesso, la peggiora.
Perché l’unghia si infila nella carne
Quasi sempre il punto di partenza è uno solo: l’unghia che cresce in modo diverso dal solito, spinta contro il bordo della pelle. Le cause più frequenti:
taglio sbagliato: unghie tagliate troppo corte o ad angolo, con gli angoli arrotondati;
scarpe strette o a punta, che schiacciano l’alluce, e calzini troppo stretti;
unghie curve o molto spesse, per forma o per micosi;
piccoli traumi, come un colpo o un’unghia calpestata;
sudorazione eccessiva dei piedi e, in alcune persone, familiarità: se è capitato a tuo padre, è più probabile che capiti a te.
I sintomi: come capire che è incarnita
All’inizio è un dolore sul lato dell’unghia, soprattutto quando c’è pressione: la scarpa, un lenzuolo sul piede, un urto. Poi compaiono arrossamento e gonfiore. Se la situazione va avanti, la pelle intorno può formare del tessuto rosso e molle che sanguina facilmente, oppure infettarsi: allora c’è pus, il piede è caldo, il dolore pulsa anche a riposo.
Cosa non fare a casa
Sono gli errori che il podologo vede più spesso:
Non tagliare l’angolo con le forbicine, scavando sotto il bordo per «tirare fuori» la parte conficcata. Spesso si lascia una scheggia di unghia sotto la pelle, che ricresce peggio di prima.
Non usare strumenti non sterili: tronchesine, ago, lametta. Il rischio è l’infezione.
Non strappare l’unghia. Ricresce, e di solito più storta.
Non mettere cerotti o garze strette intorno al dito: comprimono ancora di più.
Non continuare a portare la scarpa che fa male «per vedere se passa».
Cosa si può fare, con prudenza
Nelle fasi iniziali, con un po’ di dolore ma senza pus, alcune cose aiutano:
lavare il piede con acqua tiepida e sapone neutro e asciugarlo bene, anche fra le dita;
portare scarpe larghe, aperte o sandali finché passa;
lasciare l’unghia così com’è, senza «sistemarla»;
tenere il piede pulito e asciutto, cambiando spesso i calzini.
Se in due o tre giorni il fastidio non migliora, o peggiora, è il momento di farsi vedere. Non serve aspettare di non riuscire a camminare.
Cosa fa il podologo
La visita podologica parte dall’osservazione del dito, di come cammini e delle scarpe che porti. In molti casi si può intervenire subito, con un trattamento in ambulatorio, in modo delicato: si libera il bordo dell’unghia dalla pelle, si toglie la parte che sta ferendo, si pulisce la zona. Il sollievo, di solito, arriva già nelle ore successive.
Quando il problema si ripete nel tempo o l’infezione è importante, si ragiona insieme sul passo successivo, che può richiedere anche un intervento medico o chirurgico: il podologo ti dice cosa è adatto al tuo caso e a chi rivolgerti. Non è una cosa da temere: serve a non ritrovarsi con lo stesso dito dolente ogni pochi mesi.
L’unghia incarnita passa da sola?
A volte sì, se è appena iniziata, se la scarpa era la causa e la togli subito, se il bordo non è ancora entrato nella pelle. Ma è un’eccezione. Più spesso l’unghia continua a crescere nella stessa direzione e la ferita non si chiude mai del tutto: il dolore va e viene, e ogni volta che si riaccende l’infezione ha una porta aperta. Aspettare «che si sistemi» di solito vuol dire arrivare dal podologo con un dito più infiammato e un trattamento meno semplice.
Si può prevenire?
Quasi sempre sì, con tre abitudini:
taglia le unghie dritte, senza accorciarle troppo e senza arrotondare gli angoli: il bordo deve restare libero, sopra la pelle;
scegli scarpe con spazio davanti alle dita: devi poter muovere l’alluce, e a fine giornata il piede è più grande che al mattino, quindi le scarpe si provano nel pomeriggio;
cura il piede: asciugalo bene, cambia calzini spesso, e fai controllare le unghie spesse o gialle, che possono essere un’altra storia.
Chi fa molto sport, soprattutto corsa o calcio, ha un rischio in più per i microtraumi ripetuti contro la punta della scarpa. E anche i ragazzi in crescita vanno controllati: le scarpe diventano strette in fretta, e un’unghia incarnita in adolescenza è molto frequente.
Se hai il diabete o problemi di circolazione
Qui non si fa nulla da soli, nemmeno nelle fasi iniziali. Con il diabete la sensibilità del piede può essere ridotta, quindi si sente poco il dolore, e la guarigione è più lenta: una piccola ferita può trasformarsi in una lesione seria. Lo stesso vale se hai problemi di circolazione alle gambe. In questi casi la regola è una: una visita il prima possibile, al primo arrossamento. Per i controlli periodici del piede diabetico esiste un percorso apposito.
Quando rivolgersi al medico
Prenota una visita podologica se l’unghia è dolente da più di due o tre giorni, se si incarnisce più volte nello stesso dito, se il dolore ti cambia il modo di camminare, o se hai il diabete e noti anche solo un arrossamento.
Non aspettare se compare pus, se l’arrossamento si estende al resto del dito o al piede, se hai febbre, se il dolore è pulsante o se il dito diventa caldo e molto gonfio. Sono segni di infezione che va trattata subito. Al centro di Albano Laziale, per chi vive nei Castelli Romani, il trattamento delle unghie incarnite fa parte delle prestazioni di podologia. Per una guida più generale alla cura dei piedi, leggi anche Prenditi cura dei tuoi piedi.

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